Al
corso possono partecipare tutti, ognuno con la propria grande o nulla
esperienza di palcoscenico. Le attività proposte saranno curate
individualmente e misurate sull’esperienza dei partecipanti.
Il
palcoscenico è avvolto da un’aura di misteriosa e affascinante
magia. Uno spazio vuoto delimitato, un tempo con un inizio ed una fine,
ed ecco che il corpo che parla e si muove in questo spazio acquista
una “vividezza” particolare. La cornice che definisce il
palcoscenico offre a chi la attraversa la rara opportunità di
incontrare un nuovo modo di essere. Per riuscire ad indossare una maschera
bisogna smascherarsi, per recitare bisogna diventare veri fino in fondo.
Recitare un testo, dar vita ad un personaggio, interpretare una narrazione,
improvvisare in gruppo, sono altrettanti modi per mettere alla prova
le proprie certezze, spiazzarle e superarle.
Testo
pretesto
Quale pretesto di lavoro durante l'anno si utilizzeranno parti, estratti,
rielaborazioni di un testo che non sarà necessariamente un copione
già esistente. Potrà essere costruito insieme ai corsisti
prendendo spunto dalla letteratura.
Modalità
108 ore distribuite in 8 weekend di 13 ore ciascuno, circa volta al
mese (sabato pomeriggio ore 15-20 e domenica ore 9-18), 4 ore di prove
generali e rappresentazione finale in teatro.
Vedi
date dei weekend
Insegnamenti:
- Recitazione, Testo, Training dell’attore condotti da Carlo Presotto
e Titino Carrara.
- Tecniche di improvvisazione teatrale condotte da
Enrico Bonavera.
- Espressione Corporea,
Relazione interpersonale condotti da Franca Pretto
- Training
di Ritmo per il teatro condotto da Gianni Gastaldon
La
divisa di lavoro:
Tenuta comoda, colore bianco, no scritte su maglie e pantaloni.
Presentazione finale degli studi il 22 maggio 2010
in teatro.
Insegnamenti
1.
Per la Recitazione, il Testo, il Training dell’attore
Carlo
Presotto - Titino
Carrara
Preparazione psicofisica al lavoro sul palcoscenico. Ricerca ed individuazione
della propria originalità comunicativa, dei propri limiti e punti
di forza. Attivazione dell'ascolto e delle interazioni con i compagni
di scena. Introduzione ai linguaggi della scena.
Alcuni
temi:
- dal testo all'azione
- lettura espressiva
- il lavoro sul personaggio
- elementi di narrazione
- improvvisazione da soli e in gruppo
- l'equilibrio ed il respiro
- l'ascolto
- il ritmo scenico
- tensione e rilassamento
- spazio ed energia
2.
Per l'improvvisazione teatrale
Enrico
Bonavera
La
pratica di quella speciale tecnica di studio teatrale chiamata 'Improvvisazione',
è essenzialmente l'occasione per l'allievo attore di imparare
a leggere le situazioni drammatiche e a 'giocare' con esse, al di là,
o al di dentro di un testo teatrale. Un po' come avviene nel jazz, l'attore
si mette in gioco non solo con le sue capacità espressive, ma
anche e soprattutto con le sue capacità di ascolto e di interazione.
L' improvvisazione non da tempo all'allievo di appoggiarsi ad un testo
ma gli richiedere di prendere il proprio tempo, e di scoprire quella
strana 'mancanza di cervello' che trasforma l'attore da interprete o
esecutore, a vero padrone del gioco.
I
temi di lavoro:
Esercizi di
gioco fisico e di relazione attraverso la corporeità e la vocalità.
Sviluppo di situazioni drammatiche a partire da relazioni plastiche
e dinamiche.
Improvvisazioni in gruppo. Relazione Protagonista/Antagonista/Coro.
3.
Per l’Espressione corporea
Franca
Pretto
Le posture, i gesti, i movimenti, le espressioni, gli orientamenti del
corpo nello spazio, le distanze, gli atteggiamenti, lo sguardo, le tensioni,
le aperture o chiusure…. sono gli elementi del linguaggio del
corpo.
Il lavoro di Espressione Corporea porterà a:
- conoscere ed arricchire queste modalità corporee per imparare
ad esprimere col corpo
- acquisire disinvoltura nell’uso del gesto, dello spazio, del
tempo, della relazione
- sentirsi a proprio agio nel proprio corpo, ben radicati, centrati,
distesi e respiranti.
- percepire le possibilità espressive del proprio corpo ed il
loro impatto su se stessi e sugli altri (come ci emoziona il nostro
gesto? Come emoziona il pubblico?)
- imparare ad aver presenti gli altri nei loro spazi, tempi e modalità
energetiche, con cui interagire con i propri spazi, tempi e modalità
energetiche.
Nel primo corso
ci sarà particolare attenzione all’ Espressività
e alla Relazione.
Alcuni temi:
- Il corpo e lo spazio: orientamento, distanza, traiettorie, forme aperte/chiuse…
- Il corpo e il tempo: lento/veloce, pausa, ritmo, movimento continuo/spezzato…
- Il corpo e l’energia: tono e atteggiamento, qualità del
movimento, tensione e rilassamento…
- Il corpo e le sue parti: coordinazione, equilibrio, guida, dialogo….
- La postura, il movimento, lo spostamento
- La rappresentazione: Il gesto espressivo e le forme
- La voce: voce espressiva, ambienti e immagini
- La relazione interpersonale: io, l’altro, il gruppo
- L’improvvisazione nel monologo e nel dialogo corporeo e vocale
- Giochi, composizioni, strutture
4.
Per il ritmo
Gianni
Gastaldon
L’obiettivo è quello di far sentire e acquisire il ritmo
e il tempo (pulsazione) attraverso un training ritmico-corporeo e con
oggetti, in uno studio specifico finalizzato al teatro.
Alcuni temi:
- Durata delle note, scrittura ritmica, misura.
- Esecuzioni di ritmo con il corpo, con la voce, con le parole (tutti,
a coppie, piccoli gruppi, individualmente, con gruppo e solista, ecc…)
- Creazione ed esecuzione di semplici ritmi
- Improvvisazione sulla base di un ritmo o di una pulsazione strutturata.
- Costruzione ed esecuzione di un breve pezzo teatrale ritmico.
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