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Programma
CORSI INTENSIVO DI TAP DANCE
Andrea Mugnai

“GUARDA MAMMA, CI PROVO ANCH’IO!”

Quel poco di tap dance che conosciamo in Italia é quella usata dallo show business nei film Hollywoodiani e nei musical di Broadway, ma questa, anche se ben confezionata, e conosciuta in Europa, é solo la punta dell’iceberg di un’arte insolita, inventata e sviluppatasi negli Stati Uniti, originale, piacevole a vedere e ascoltare, e divertente a praticarsi. La tap dance, sulla cui origine ancora oggi si discute, é un fenomeno culturale assolutamente americano, che fonde in una forma nuovissima le influenze culturali più diverse, dalla danza degli zoccoli irlandese alla complessa sincopazione tipica delle percussioni africane.

Le tecniche insegnate nel corso sono frutto dei contatti diretti che Andrea Mugnai (formatosi come attore teatrale dal ‘76, e contagiato dal morbo della tap dance già nel ‘78) ha inseguito per anni con vari maestri della east e della west coast americana, e con altri ancora di formazione europea, a Firenze, Roma, Lione, Parigi.
Un ricchissimo mondo di personaggi di tutte le taglie, età, sesso e colore della pelle, che é riduttivo chiamare semplicemente ballerini, o musicisti, o improvvisatori, perché sono tutto questo insieme, oltrechè attori, cantanti e spesso acrobati.

Quello che dà loro una caratteristica comune, nonostante tante differenti peculiarità, é la loro identità di hoofers ( letteralmente: “zoccolatori”), gente che muove i piedi istintivamente non appena sente una musica che contenga anche una vaga traccia di swing, quando non lo produce direttamente lo swing, anche nel modo di pensare.
Una comunità vivace e ricca, che esiste al di là e nonostante lo show business, che inventa, si ruba, reinventa e si tramanda i passi dai tempi di Bill Robinson a quelli di Fred Astaire e Gene Kelly, da Gregory Hines fino all’ultima generazione di Savion Glover.

Il corso di tap dance per principianti é aperto a tutti senza limiti d’età: gli esercizi di riscaldamento e quelli iniziali mirano a sviluppare agilità, coordinazione, precisione nel tenere il tempo, concentrazione sul lavoro molto specifico degli arti inferiori.
Altri ancora aiutano a conservare scioltezza e leggerezza di tutto il corpo in movimento. E fin dall’inizio ogni lezione prevede uno spazio dedicato al lavoro di improvvisazione individuale.

Una sfida con se stessi per affinare la propria abilità e il senso del ritmo, che può fermarsi al puro divertimento durante la lezione, oppure, lavorando di buona lena nel tempo, portare a ballare in pubblico intere coreografie di vario genere e stile, e a far suonare i propri “ferri” improvvisando come un jazzista, una volta accordato il proprio strumento… con un cacciavite, naturalmente! Iniziamo?

Nota tecnica:
chi avesse già le scarpe “ferrate” le porti, in ogni caso per iniziare é sufficiente un buon paio di scarpe di cuoio, morbide, comode e calzanti come un guanto, con lacci, per poterne regolarne l’aderenza e con suola e tacco di cuoio (ben puliti con panno e acetone) e.
Per le ragazze tacchi non superiori ai 5 cm. (escludete modelli “Carrà”).