Come avvicinarsi “di gusto” ai
capolavori della pittura europea
Chiariamo
subito una cosa: non è un corso di pittura o di cucina quello
che vi propongo, bensì un corso di storia dell’arte che
vi prenderà per la gola mostrandovi una galleria di opere nelle
quali il dettaglio alimentare svolge un ruolo importante
Che il cibo sia una meraviglia da gustare prima di tutto con gli occhi,
l’ho pensato tutte le volte che di un piatto ben preparato ho
assaporato le forme, i colori e gli odori prima ancora che il gusto.
Per questo le espressioni artistiche che hanno trovato nel cibo, e
nelle sue valenze simboliche oltre che estetiche, una importante fonte
d’ispirazione non hanno mai smesso di affascinarmi. Il pranzo
di Babette, delizioso film di Axel che racconta il progressivo
abbandonarsi ai piaceri del cibo e del bere, e dunque della vita da
parte di un gruppo di puritani abituati alla mortificazione del corpo
e dello spirito, ha segnato in me l’inizio di una passione che
dal cinema si è trasferita ben presto alla pittura portandomi
a sostare ammirata davanti ai capolavori dell’arte europea che
colpendo la vista riescono a stimolare anche il gusto e l’olfatto.
Le nature morte fiamminghe, le scene di festa di Bruegel, le tavole
imbandite del Veronese, le damine di Longhi intente a sorbire una
tazza di cioccolata, le Madonne col Bambino che stringono tra le mani
frutta secca, pesche o grappoli d’uva scintillante, sono alcune
delle opere che leggeremo assieme spaziando dal medioevo all’età
moderna, dalla storia sacra alla mitologia. Scopriremo così
che il cibo che in pittura ci cattura per la sua bellezza è
ricco di significati allegorici e offre più di uno spunto per
considerazioni interessanti sulle abitudini alimentari dei secoli
scorsi. In ultimo, quale ciliegina sulla torta, la lettura di brani
letterari, racconti e poesie in tema completerà i piaceri della
vista unendovi quelli dell’ascolto.
Lezioni di storia dell’arte dedicate alla rappresentazione
del cibo nella cultura figurativa europea.
Una galleria di opere che partendo dalla vista stimolano il gusto
e l’olfatto, e che indagheremo alla scoperta delle
valenze simboliche, oltre che estetiche che ogni
dettaglio alimentare nasconde. Spazieremo dal
medioevo all’età moderna, dalla storia sacra alla mitologia.
Scopriremo, tra le altre cose, che la mela cotogna che nei ritratti
nuziali è augurio di fertilità, diventa emblema di resurrezione
nella mani di Gesù; che la pianta
di limone associata alla Vergine per la dolcezza del suo profumo,
in ambito profano allude alla
fedeltà
in amore; che gli insoliti accostamenti di cibo nelle nature morte
fiamminghe non dipendono dalla bizzarria dell’artista, ma sono
augurio di abbondanza e nel contempo invito moraleggiante a non scordare
la passata miseria. Non mancheranno consigli su come cucinare alcuni
dei piatti dipinti sulla tela. Il tutto condito dalla proiezione
di immagini, e dalla lettura recitata di
brani letterari, poesie e racconti
in tema.