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Programma
LA PITTURA OLIO...
AGLIO E PEPERONCINO

Stefania Carlesso

Come avvicinarsi “di gusto” ai capolavori della pittura europea

Chiariamo subito una cosa: non è un corso di pittura o di cucina quello che vi propongo, bensì un corso di storia dell’arte che vi prenderà per la gola mostrandovi una galleria di opere nelle quali il dettaglio alimentare svolge un ruolo importante
Che il cibo sia una meraviglia da gustare prima di tutto con gli occhi, l’ho pensato tutte le volte che di un piatto ben preparato ho assaporato le forme, i colori e gli odori prima ancora che il gusto. Per questo le espressioni artistiche che hanno trovato nel cibo, e nelle sue valenze simboliche oltre che estetiche, una importante fonte d’ispirazione non hanno mai smesso di affascinarmi. Il pranzo di Babette, delizioso film di Axel che racconta il progressivo abbandonarsi ai piaceri del cibo e del bere, e dunque della vita da parte di un gruppo di puritani abituati alla mortificazione del corpo e dello spirito, ha segnato in me l’inizio di una passione che dal cinema si è trasferita ben presto alla pittura portandomi a sostare ammirata davanti ai capolavori dell’arte europea che colpendo la vista riescono a stimolare anche il gusto e l’olfatto. Le nature morte fiamminghe, le scene di festa di Bruegel, le tavole imbandite del Veronese, le damine di Longhi intente a sorbire una tazza di cioccolata, le Madonne col Bambino che stringono tra le mani frutta secca, pesche o grappoli d’uva scintillante, sono alcune delle opere che leggeremo assieme spaziando dal medioevo all’età moderna, dalla storia sacra alla mitologia. Scopriremo così che il cibo che in pittura ci cattura per la sua bellezza è ricco di significati allegorici e offre più di uno spunto per considerazioni interessanti sulle abitudini alimentari dei secoli scorsi. In ultimo, quale ciliegina sulla torta, la lettura di brani letterari, racconti e poesie in tema completerà i piaceri della vista unendovi quelli dell’ascolto.

Lezioni di storia dell’arte dedicate alla rappresentazione del cibo nella cultura figurativa europea.
Una galleria di opere che partendo dalla vista stimolano il gusto e l’olfatto, e che indagheremo alla scoperta delle valenze simboliche, oltre che estetiche che ogni dettaglio alimentare nasconde.
Spazieremo dal medioevo all’età moderna, dalla storia sacra alla mitologia. Scopriremo, tra le altre cose, che la mela cotogna che nei ritratti nuziali è augurio di fertilità, diventa emblema di resurrezione nella mani di Gesù; che la pianta di limone associata alla Vergine per la dolcezza del suo profumo, in ambito profano allude alla fedeltà in amore; che gli insoliti accostamenti di cibo nelle nature morte fiamminghe non dipendono dalla bizzarria dell’artista, ma sono augurio di abbondanza e nel contempo invito moraleggiante a non scordare la passata miseria. Non mancheranno consigli su come cucinare alcuni dei piatti dipinti sulla tela. Il tutto condito dalla proiezione di immagini, e dalla lettura recitata di brani letterari, poesie e racconti in tema.