Ossidiana Kitchen Project è una compagnia teatrale diretta da Franca Pretto e Gianni Gastaldon.

Nasco all'alba
femmina, sveglissima da subito e con una gran voglia di assaporare la vita

Opera teatrale di narrazione con musiche in scena

Drammaturgia: Franca Pretto
Regia: Franca Pretto, Aiuto regia: Gianni Gastaldon
Interpreti: Stefania Cazzavillan, Cristiano Culicchi, Jessica Zanella
Musicisti: Diego Ferrarin (chitarre), Federico Valdemarca (contrabbasso), Riccardo Baggio (batteria)
Musiche originali di Diego Ferrarin e Franca Pretto
Pubblico consigliato: adulti

Per contatti: Franca Pretto - Via Giorgione, 9 - 36100 Vicenza
Tel: 0444 512100 - cell: 338 5302151 e-mail


Una bambina ingovernabile, una e trina - due parti di femmina e una di maschio (il maschio che sua madre si aspettava mentre aspettava lei) - regola i conti con una famiglia tipicamente italiana e con un'educazione intensamente repressiva e regressiva.
"Nasco all'alba" rimescola le carte di un'infanzia che tra stupori e magoni ed euforie passa attraverso molte aurore e molti crepuscoli. Nato in forma di commedia agrodolce, lo spettacolo scritto da Franca Pretto evolve come dramma di un apprendistato alla vita (e alle ambigue attrattive del mondo adulto) trovando infine un suo equilibrio nella mistura mutevole e briosa del musical.

Il ritmo dello spettacolo è incalzante. I musicisti spaziano agili tra i diversi stili.
Con essenzialità evocativa, ironia e vivacità, tre giovani attori interpretano tre sfaccettature di uno stesso personaggio, secondo le modalità del Teatro Corale, in un sistema complesso ed affascinante di contrappunti, acrobazie narrative, azioni e canti.

E’ possibile che un “viaggio teatrale” possa sollevare la patina antica tra nostalgia e stupore? Far tor-nare, per gioco, ai propri ricordi, fantasmi gelosamente custoditi e impolverati?
Tra voli e cadute del personaggio, lo spettatore è invitato a riconoscere le diverse essenze di questa bambina, ben rappresentate da ciascuno dei tre attori, ritrovando in sé emozioni, ricordi e stati d’animo, provati nell’infanzia, quando il proprio corpo è tanto piccolo, ma i sentimenti sono a volte smisurati.

Tre attori, quindi tre personaggi.
No, tre sfaccettature di uno stesso personaggio: una bambina. Una bambina?!

Nasco all’alba è la storia di una bambina che, come tutti, riceve batoste dalla vita. Nonostante questo, ama e continua ad amare la vita e la sua bellezza. A noi racconta alcuni episodi della propria infanzia. A se stessa racconta altre storie con cui si confronta e si fa forza.
Sbagliata. Fuori posto. Colpevole. Si vergogna della propria rabbia. Umiliata e ferita dalle risposte dei grandi, prova l’infinita tristezza di non essere compresa. “Ma cosa ridi? Cosa c’è di tanto bello attorno a te?!”

La sua risorsa sta nel guardarsi attorno ed ascoltare ciò che il mondo le racconta. Intuisce che nelle storie dell’umanità può scorgere la propria storia, può trovare una compagnia consolatrice, il nutrimento necessario per crescere.
Marziana o Leonardo da Vinci? Dottor Jekill o Mister Hyde? Bambina gentile o pecora nera? E’ spesso combattuta fra una dualità sulla propria origine e sulla propria natura. In un continuo mutare di stati d’animo contrastanti non smette però mai di credere che la vita è bella e che una ce la può sempre fare…ad amarla. Soprattutto se è “nata femmina, sveglissima da subito e con una gran voglia di assaporare la vita”.

Il ritmo dello spettacolo è incalzante.
Con essenzialità evocativa, si alternano e sovrappongono tra loro momenti di vivacità, ironia, tristezza, rabbia, entusiasmo, delusione, vergogna, immaginazione e divertimento.
In questa forma di Teatro Corale i tre attori interagiscono tra loro in un gioco di risonanze ed echi reciproci. Essi interpretano i diversi aspetti dello stesso personaggio, una bambina, in un sistema complesso ed affascinante di contrappunti e di compensazioni, di acrobazie narrative, canti ed azioni.
E mentre la rappresentazione dello stesso personaggio-bambina risulta dai movimenti e dalle parole dei tre attori, lo spettatore è invitato, a riconoscere le diverse essenze di questa bambina, lo sfaccettato mondo interiore che appartiene tanto al personaggio quanto a ciascuno dei presenti.


Da un’intervista all’autrice

In questo spettacolo, destinato agli adulti, ho sviluppato del personaggio gli slanci e le cadute. Una bimba tenace nella presa sulla propria vita, entusiasta nel reiterato tentativo di farla decollare, ma che appena prende il volo viene ripetutamente abbattuta. Alti e bassi faticosi dove l’ombra della sfiducia fa indurire l’animo, l’amarezza e la rabbia si travestono di cattiveria.

 

Situazioni che molti sperimentano nell’infanzia: torti subiti, sensi di colpa, incomprensioni all’interno della famiglia. Questo ho voluto rappresentare. Ho messo in scena i comuni conflitti, vecchi come il mondo, contrarietà fra genitori e figli bambini, le disapprovazioni di ogni giorno, gli affetti non espressi, le parole cattive che vengono dette senza accorgersi.

Ho messo in scena le cose considerate di poco conto, le esperienze sgradevoli del quotidiano che tutti abbiamo vissuto, ma di cui non si parla.

Questo spettacolo lascia emozioni fluttuanti tra leggerezza e amarezza. Risveglia ricordi e stati d’animo, che tutti i bambini provano. I loro corpi sono tanto piccoli, ma i loro sentimenti sono a volte smisurati.
Franca Pretto


Hanno detto di Nasco all’alba
“Nasco all’alba” è uno spettacolo raffinato, delicato come il fruscio dell’aquilone a colori che ad un certo punto abita il silenzio regalando l’emozione di un tempo sospeso.
Il testo è profondo…poetico, si avverte tutta la femminilità di chi l’ha steso, femminilità intesa non soltanto come dolcezza ma anche e soprattutto come caparbia forza, determinazione, desiderio di riscatto.
E’ un testo che sa suonare, è un suono che sa parlare…I musicisti ed i brani che eseguono sono in perfetta sintonia con il narrato, non si avverte dicotomia, diversità tra parole e note, tra copione e spartito…E poi…poi la luce e i coni d’ombra sottolineano con discrezione l’alternarsi dei toni di vita che sul palco si susseguono incalzanti tra fughe nel passato e nel presente…
Ritmo, semplicità, essenzialità…ironia. Il sapore che se ne ricava a fine spettacolo reca in sé queste essenze…e diventa inevitabile tornare per gioco ai propri ricordi, fantasmi gelosamente custoditi e impolverati…ma ogni tanto accade, accade che un “viaggio teatrale” possa sollevare la patina antica tra nostalgia e stupore…
Lucia Ferraro. QUBO Creativity & Co. www.qubo.biz


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