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OSSIDIANA TIME 30
newsletter semestrale di Ossidiana Centro Culturale e di Espressione

dicembre 2008
quindicesimo anno

E' tempo di cambiamenti?
Quindici anni di Ossidiana-Time vissuti meravigliosamente

 

OSSIDIANA TIME 30
OSSIDIANA TIME 29
OSSIDIANA TIME 28
OSSIDIANA TIME 27
OSSIDIANA TIME 26
OSSIDIANA TIME 25

 

E’ il momento di una grande decisione. Trenta numeri di OSSIDIANA TIME, la nostra newsletter semestrale, sono un bel pezzo di storia. Trenta numeri sono quindici anni e in tutto questo tempo molte cose sono cambiate nel modo di comunicare con i nostri affezionati. Quando è nata Ossidiana il computer era giovane giovane e la posta cartacea aveva grande valore e significato. Internet era agli inizi e pochi sapevano cos’era. I computer non erano così diffusi nelle case e la nostra Newsletter cartacea era un mezzo importante ed efficace per informare i lettori delle attività proposte.
Poi, piano piano, nelle case sono comparsi sempre più numerosi i computer e Internet è diventato uno dei mezzi principali per comunicare e ricercare informazioni. Abbiamo aperto il sito web e molti ora ci scoprono, ci conoscono e si informano attraverso questo luogo.
Fino a pochi anni fa le linee telefoniche in orario di segreteria erano roventi per le numerose chiamate, ora è rovente la nostra e-mail, attraverso la quale moltissimi chiedono e ricevono informazioni senza dover attendere “il lunedì-mercoledì-venerdì dalle 17 alle 20” come declama la segreteria telefonica.
Tutti i numeri di OSSIDIANA TIME hanno trovato posto nel sito web e riguardandoli osserviamo quanti sono gli articoli interessanti di maestri e amici, quante le belle interviste ai docenti, pezzi di vita e di pensiero regalati con generosità.
Allora, in questo tempo di cambiamenti e relative instabilità, stiamo valutando se interrompere o meno la pubblicazione cartacea, dati i costi elevati, il grosso impegno redazionale che ogni numero richiede, le spedizioni che pur partendo correttamente non sempre arrivano a destinazione o nei tempi previsti.
Fa un po’ tristezza interrompere una pubblicazione cartacea, perché è sempre bello sfogliare un giornale, sentire il profumo della carta, vedere i colori di ogni numero, e avere sottomano le parole da leggere.
Quindi, prima di decidere la sospensione di OSSIDIANA TIME in formato cartaceo chiediamo il vostro aiuto e il vostro parere.
Scriveteci o telefonate in segreteria o mandateci una e-mail (ricordatevi di lasciare nome e cognome) se volete continuare a ricevere gratuitamente OSSIDIANA TIME di carta.
Attualmente viene spedita in 9.000 copie circa. Aspetteremo i vostri “sì-lo-voglio” fino alla fine di marzo 2009. Con un migliaio di conferme continueremo la pubblicazione che verrà spedita a quanti l’hanno richiesta.
Sicuramente continuerà la pubblicazione del giornale via Internet e potrete sempre trovarci nel sito www.ossidiana-time.net; così vi arriveranno OSSIDIANA TIME 31 e 32 e 33..., non più spiando nella cassetta della posta, ma cliccando con il mouse comodamente seduti davanti al vostro computer.
La Redazione


Storia confidenziale della lingua italiana
Breve corso di introduzione all’italico verbo

La adoperiamo ogni giorno con noncuranza, talvolta persino con una certa frettolosa brutalità, ma quanto possiamo dire di conoscerla? Se dovesse fare assegnamento su ciò che ne sappiamo al di là delle necessità pratiche della comunicazione, a stento l’italiano si considererebbe la nostra “lingua madre”. Lo parliamo a orecchio, lo scriviamo alla meno peggio, e della sua storia secolare tratteniamo una manciata di sentenze latine da citare (di solito scorrettamente) nelle occasioni propizie. Un po’ poco perché si possa dire di “sapere l’italiano” – come se parlarlo bastasse per essere abilitati alla sua conoscenza.
Un peccato, a pensarci bene. Della nostra lingua abbiamo incessante bisogno e ne sentiamo continuamente il disagio. Almeno gli elementi fondamentali, almeno quelli, poterli padroneggiare… Ma per i più ormai quel che è stato è stato. Ci si arrangia, raccomandandosi ai surrogati della scuola che si diede latitante. Le domande fioccano, assillanti, imperative. Si dice così o cosà? Si scrive con l’acca, senz’acca, con due acca addirittura? L’Italia intera è lì, a chiedere se bisogna scrivere sognamo o sogniamo, se si dice stomachi o stomaci? E tutto questo lo chiamiamo “amore per la lingua”.
Di regola è sconsigliabile, se non proprio impossibile, accostare tra loro troppi argomenti. Parlando di lingua italiana non solo si può parlare di tutto, ma in un certo senso si deve, è inevitabile. Letteratura, economia, diritto, informatica, pittura, gastronomia, moda, costume, politica, sessualità, niente sfugge all’abbraccio della lingua che tutto assimila e trattiene nel suo seno capace e ospitale.
È ora che si sappia che l’italiano, inteso come lingua, ha alle spalle una storia densa di colpi di scena come in un romanzo. Questa storia, seppur misconosciuta, è emozionante come una vecchia fotografia che ritragga un nostro lontano parente, talmente lontano nel tempo da sembrarci estraneo ma dai cui lineamenti affiora un’aria di famiglia, un presentimento di quel che siamo noi ora, un’avvisaglia di futuro che un anno dopo l’altro è diventato presente, è qui. Risalire quella storia per gradi e con comodo, soffermarsi sui suoi personaggi più curiosi, sui suoi episodi più significativi, sulle sue stranezze, è lo scopo del nuovo corso che prenderà avvio a gennaio del prossimo anno.
C’è chi della lingua ha soggezione e quasi paura: in questo corso si insegna a non averne. È un corso incoraggiante perché con numerosi esempi, aneddoti, episodi tratti dalla storia, dalla letteratura, dall’attualità, mostra quanto e quante volte persino i più riveriti maneggiatori di penna e macchina da scrivere inciampino sui loro ferri del mestiere; un corso che vuole mettere sullo stesso piano l’umile parlante e il grande romanziere, la pacata annunciatrice televisiva e lo sfacciato parlamentare che, più che non sapere le regole della grammatica, le usa senza alcuna capacità di giudizio.
Marco Cavalli